cropped-Foto-Lg-1328-1.jpgSiamo in una lezione di Ritmica per bambini e di solito si immagina un continuo di chiacchiericcio, rumori, grida, suoni, risate, a volte pianti, insomma una grande confusione che comunemente si ritiene un atteggiamento tipico e normale  dei bambini. Senz’altro possiedono e usano l’energia in modo diverso rispetto a degli adulti,  sono fisicamente più attivi, perché in pieno processo di apprendimento ovunque e in continuazione, ma, osservandoli e ascoltandoli in tanti anni di esperienza, emerge anche che hanno un grande bisogno di sentire il silenzio. Nella cultura italiana, dal mio punto di vista da svizzera, si parla tantissimo. Le pause durante le conversazioni sono pressoché inesistenti e se avvengono a volte mettono a disagio gli interlocutori. È come se mancasse qualcosa. Si tenta quindi a tutti costi di riempire quel vuoto inquietante che vuole prendersi questo spazio che si è creato.

Essendo, non so se caratterialmente o per acquisizione, una persona generalmente di poche parole, osservo anche nel lavoro con i bambini che quei momenti in cui non viene da dire niente a nessuno al posto del disinteresse e distrazione che ci si aspetta si instaura una calma fortemente ristoratrice. Succede anche con i più piccoli di due anni che in realtà apprezzano quelle pause di parole e di stimoli. Il silenzio è l’ossigeno del suono e non solo. Prestiamo più attenzione quando si creano spontaneamente dei silenzi. Accogliamoli con massimo rispetto e trattiamoli come se fossero una pietra preziosa o una piantina appena germogliata.00140103-027 Impariamo dai bambini quando ascoltano con orecchie e occhi spalancati. Per esempio ascoltando il suono di un triangolo quando inizia e quando finisce in attesa silenziosa di risentirlo. Il ritmo del silenzio è magico e di fondamentale importanza per tutti. Gustiamocelo!